4 Novembre 2025Artistico, Danza

TÍmida y fatal

Questo brano nasce da una storia che non è mai cominciata. Racconta una persona che si è truccata, mascherata, nascosta dietro il timore di vivere davvero i propri sentimenti. Una storia non vissuta, che avrebbe potuto essere, ma non è stata.

Mi sono immaginato in un locale argentino, immerso in un’atmosfera dolceamara: pensieri che danzano tra nostalgia e ironia, mentre osservo da lontano la vita che quella persona avrebbe potuto vivere, ma ha lasciato andare. Il nero – ultimo colore, simbolo di chiusura, di perdita – diventa qui metafora di una consapevolezza tardiva: ciò che è stato perso non torna più.

 

La coreografia: tra gesto e teatro
Il movimento è venuto dopo, prima c’era l’idea, la scena, il racconto. A guidare il progetto non è stata la danza in sé, ma la necessità di esprimere un’emozione: con il corpo, con il gesto, con il tempo.

Lo stile scelto è il teatro danza, con influenze di contemporaneo. Il costume evoca il Sud America, ma più che un riferimento geografico è un clima emotivo, un luogo della mente dove la storia si ambienta. Il risultato è una coreografia teatrale, fatta di gesti essenziali e intensi, più che di sequenze danzate. Un modo per dire l’indicibile attraverso il corpo.

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