Artistico 74

A volte la vita
fa spazio.

Un vuoto inatteso, come quello del lockdown, può diventare un richiamo forte: a creare, a sentire, a esprimersi. Così ha preso forma Artistico74: non un progetto, non un ruolo, ma un nome che custodisce un percorso personale. Un movimento interiore che ha trovato voce nella pittura, nella musica, nella danza.

Non si tratta di linguaggi che si intrecciano, ma di un’unica direzione: raccontarsi, ascoltarsi, cercare. Ogni gesto è una possibilità, ogni nota un respiro, ogni colore una traccia lasciata sul cammino.

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La danza
come ricerca

Per Artistico74, ogni progetto nasce da un’urgenza creativa. E ogni volta la tecnica si adatta alla visione, non il contrario. La danza non è mai solo “danza”: è racconto, gesto, atmosfera. È una forma di ricerca continua, dove i linguaggi si mescolano – dal contemporaneo al teatro danza – per trovare, di volta in volta, la via giusta per esprimere ciò che serve raccontare. Non esiste un modo unico di muoversi, né un unico stile da seguire. Esiste la libertà di scegliere, progetto per progetto, la tecnica più adatta all’intenzione.

La voce che arriva e cambia tutto

La scrittura, il suono,
l’intenzione.

Segni che suonano

Anche la pittura, per Artistico74, non nasce da un progetto a tavolino, ma arriva come una necessità. È lo sbocco naturale di qualcosa che dentro preme per uscire. Non ci sono figure da riprodurre, né messaggi da spiegare: ci sono emozioni, visioni, intuizioni che prendono forma su tela. Astratte, libere, evocative.

Molte delle opere nascono ascoltando musica, non è un sottofondo, ma una vera compagna di viaggio: il ritmo, le armonie, i contrasti diventano colori, movimenti, strati di materia. Ogni tela è il risultato di un dialogo silenzioso tra orecchio e mano, tra suono e gesto. È un processo istintivo, che gioca con la sperimentazione contemporanea: colore, texture, movimento, stratificazione, tutto si mescola senza regole fisse, ma con un’urgenza precisa.

Non si parte mai da un’idea definita. Si parte da un sentire e poi si lascia che la tela lo racconti.
Come se fosse la musica stessa a scegliere le linee, le sovrapposizioni, i pieni e i vuoti.

Questa pittura non chiede di essere capita, chiede solo di essere guardata con sincerità, lasciando che qualcosa, anche solo per un istante, risuoni.

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Ascolta, guarda, senti. Lasciati attraversare.